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Quando di parla di sviluppo locale gli economisti intendono uno sviluppo esclusivamente economico, gli addetti al patrimonio culturale, a loro volta, parlano unicamente di sviluppo culturale.
Hugues De Varine unisce le due correnti di pensiero sostenendo che il patrimonio culturale deve essere parte integrante del processo di sviluppo, non soltanto strumento utile a cultura o turismo, ma alla società nel suo insieme (H. De Varine, Le radici del futuro, Clueb, Bologna, 2005).

Il patrimonio culturale è innanzitutto un patrimonio della comunità, in quanto creazione di un gruppo umano eterogeneo e complesso che vive su un territorio condividendone una storia e rapresenta, metaforicamente parlando, il DNA della comunità stessa.

Nello specifico biellese, il riconoscimento e la valorizzazione di tale patrimonio si contraddistinguono per varietà e molteplicità dei soggetti coinvolti.
Dall'analisi svolta da Luisa Debernardi e Alessandra Marin (E. Dansero, C. Emanuel, F. Governa, I patrimoni industriali. Una geografia per lo sviluppo locale, Franco Angeli, Milano, 2003) emerge che l'attività di valorizzazione del patrimonio storico inizia negli anni Sessanta attraverso la costituzione di associazioni e gruppi di ricerca che hanno portato ad un proliferare di progettualità e, nel corso degli ultimi anni, ad una serie di azioni mirate a ricostruire la cultura storica e l'identità locale del territorio, consentendo di fruirne come patrimonio collettivo.

Provocatoriamente, il prof. Sergio Conti pone un interrogativo :“Ha ancora senso parlare di identità territoriale nel momento in cui, come adesso, lo spazio delle trasformazioni sociali non è più solo quello della prossimità fisica, ma anche quello della comunicazione globale?” (E. Dansero, C. Emanuel, F. Governa, I patrimoni industriali. Una geografia per lo sviluppo locale, Franco Angeli, Milano, 2003).
Il difficile rapporto tra locale e globale può essere gestito attraverso il museo, citando sempre H. De Varine, che, dopo essere stato “decolonizzato culturalmente”, può essere inteso come strumento dinamico di gestione del patrimonio culturale globale di una comunità e del suo territorio.
Biella, per più di un secolo identificata con il marchio di qualità legato all'industria tessile laniera, pare abbia risposto positivamente a stimoli esterni e provocazioni attraverso la creazione di forme museali “partecipate”, quali il Museo del Territorio e l'Ecomuseo del Biellese.