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La città di Biella appartiene ad una provincia piccola, ma molto compatta ed omogenea, una provincia essenzialmente urbana cresciuta attorno al distretto industriale tessile.
Con i suoi 150 mila abitanti, la conurbazione biellese – ovvero l’agglomerato urbano-industriale che si estende ad est verso Cossato ed il Biellese orientale, a sud verso Salussola e Santhià, ad ovest verso Mongrando e la Valle dell’Elvo e a nord verso Adorno e la Valle del Cervo – si può confrontare per dimensione ad altre realtà urbano-industriali quali Terni e Massa Carrara.
La conurbazione si snoda attorno ai due centri principali di Biella (50 mila abitanti circa) e Cossato (20 mila abitanti circa), gravitando primariamente sul capoluogo.
La conurbazione biellese appartiene ad una rete urbana densamente strutturata nota agli studiosi come megalopoli padana.

La megalopoli si presenta come “il concerto che sembra tenere unito l’insieme, l’integrazione tra piccole e grandi centralità, cucite insieme a formare un unico tessuto, un unico organismo ”.
Questo insieme, fatto di centri maggiori e centri minori, vive grazie ai rapporti che li legano.
Della megalopoli padana (25 milioni di abitanti circa) fanno parte le maggiori aree metropolitane (Milano, Torino, Genova), i principali sistemi urbani italiani (Bologna-Modena; Venezia-Padova; Bergamo-Brescia; …), centri di media dimensione (Parma, Verona, Vicenza, Novara, …), distretti industriali altamente vocati (Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Vigevano, Montebelluna, …) e centri minori; tuttavia la megalopoli vive come un organismo, pertanto si può dire che non siano date Milano o Torino (le maggiori aree metropolitane) senza Brescia, Padova, Bologna, Novara o Biella: le une vivono, crescono economicamente, a condizione che crescano e vivano le altre.

Biella non è dunque una realtà isolata, o meglio, non può concepirsi come tale; essa appartiene ad un organismo molto complesso – al quale è connessa in modo insufficiente ed inefficiente – e deve imparare a ragionare ed a pensare a se stessa come ad un ingranaggio di quel sistema, un organo – sia pure piccolo – di quell’unico corpo, un nodo di quella enorme rete urbana.

La megalopoli padana – cresciuta molto rapidamente ed in modo spontaneo, senza un piano preciso – non è un organismo perfetto.
Per ora la megalopoli è soltanto grande” e deve affrontare quotidianamente ed in ogni suo punto i gravi problemi connessi al “disordine”. (E. Turri, La Megalopoli padana, Marsilio, Venezia, 2001, p. 12)
Tentare di riordinare un nodo della rete megalopolitana – o della pluricittà, per dirla con Gottmann – significa affrontare e risolvere quei problemi che ostacolano le relazioni interne al nodo e tra il nodo e la rete, nella consapevolezza – condivisa ormai dalle amministrazioni di molti centri urbani gerarchicamente inferiori – che occorra contribuire sempre più ad allentare “il peso gravitazionale sulle grandi centralità, che per prime hanno dato origine alla megalopoli, ripartendolo sui nodi intermedi e minori”. (E. Turri, p. 63)
Il nodo è quindi un’entità “in relazione” che per sopravvivere deve aumentare la propria visibilità nella rete e per essere maggiormente visibile deve investire rilevanti risorse e stabilire rapporti di collaborazione con aree affini o circonvicine.

Investire sul territorio, accrescerne il valore dotandolo di infrastrutture moderne ed efficienti aumenta il vantaggio competitivo della nostra area rispetto ad altre aree che fanno riferimento al medesimo ambito megalopolitano.
Il nostro territorio dispone di una tradizione industriale di prim’ordine, di un ottimo sistema finanziario, di una posizione geografica amena (ambiente naturale e paesaggio sono valori riconosciuti e desiderati).
Le carenze, facilmente rilevabili, riguardano invece:
· i collegamenti da e per Biella e interni alla conurbazione/al capoluogo;
· il sistema di istruzione superiore e universitario.
Da queste preliminari considerazioni scaturiscono le proposte di intervento per migliorare la posizione dell’area biellese nel contesto megalopolitano: una ferrovia veloce e moderna, un sistema di trasporti pubblici efficiente, un nuovo investimento volto a risolvere i problemi di mobilità sull’asse est-ovest e ad impreziosire la nostra città e l’intera conurbazione offrirebbero alle cittadine e ai cittadini un miglior servizio, renderebbero l’ambiente biellese più pulito e vivibile e nello stesso tempo maggiormente desiderabile per chi volesse risiedere, lavorare, visitare la nostra città.
Ancora, per chi volesse investire, un sistema di collegamenti e trasporti così strutturato, costituirebbe un indubbio vantaggio: la disponibilità di servizi efficienti ed affidabili rappresenta uno dei prerequisiti riconosciuti e spesso maggiormente ricercati per avviare con successo un’impresa.
Qualsiasi punto periferico della megalopoli, se ben collegato alle aree centrali, al cuore della stessa, può proporsi come sede di nuove attività economiche.
Un vero legame tra università e territorio biellese unitamente ad un accordo su ricerca e formazione professionale con le realtà territoriali a noi più prossime ci consentirebbe, infine, di rompere l’isolamento culturale e di formare sul nostro territorio i ceti dirigenti del futuro.